Tagliacozzo — Altro che Wimbledon, altro che ranking ATP.
Jannik Sinner è stato avvistato in centro storico, con lo sguardo serio di chi non è in vacanza: è qui per una missione precisa, quasi spirituale. “È il momento della sfida finale,” avrebbe sussurrato ai primi curiosi che si sono avvicinati per una foto. Una sfida che non ha niente a che vedere con Alcaraz o Djokovic, ma con qualcosa di più grande, più potente, più calorico: il crostone della Cantina del Brigante.
Secondo testimoni, Sinner avrebbe camminato lentamente verso il locale come un monaco guerriero che va incontro al destino. Un cliente racconta: “È entrato con la stessa concentrazione con cui serve a 210 all’ora. Ho capito subito che non era qui per un tagliere.”
Dentro, i ragazzi della Cantina del Brigante non si sono mostrati sorpresi. Pare conoscano la fama universale del loro crostone: pane spesso due dita, ingredienti generosi, abbastanza potere energetico da far partire un impianto fotovoltaico da solo. Appena gli è stato portato al tavolo, Sinner avrebbe sussurrato: “Questo… è il vero Slam.”
Il sindaco Giovagnorio, secondo alcune indiscrezioni, starebbe valutando di consegnargli la cittadinanza gastronomica onoraria. Intanto i media internazionali parlano già di un nuovo torneo: “The Tagliacozzo Grand Crostone Open”, con finale dentro la Cantina del Brigante e premiazione direttamente sul tagliere. Sinner, per ora, resta concentrato. La sfida è appena iniziata.








