Piazza Cavour (Avezzano) – Una bici sparisce nel giro di un secondo e, immediatamente, il quartiere entra in modalità emergenza: i residenti si lanciano all’inseguimento, chi lascia il tavolino del bar, chi corre col carrello della spesa, chi scende dalle scale come se fosse un’evacuazione generale.
A guidare l’intero plotone c’è lei: nonna Maria, 78 anni, armata di ciabatta e determinazione, in testa al gruppo come il capitano di una spedizione marsicana.
La scena, raccontata dai presenti, è stata aperta dal suo grido destinato a diventare patrimonio folkloristico locale: “Ve ecc, ‘ncul a mammeta!” Secondo la ricostruzione della vicenda riportata nell’articolo originale, il responsabile del furto – un giovane di origine magrebina – ha afferrato la bici e ha tentato la fuga verso le campagne.
Quello che non aveva previsto era ritrovarsi dietro mezza Piazza Cavour in formazione da maratona, con nonna Maria come ariete morale e vocale dell’operazione. Il ladro, forse spiazzato dalla rapidità e dalla varietà dell’inseguimento (tra cui un signore in pantofole e un cane che non sapeva se correre o abbaiare), ha abbandonato la bici e ha continuato la fuga a piedi, facendo perdere le proprie tracce. La bici è stata recuperata dai residenti e riportata al punto di partenza, mentre la piazza esplodeva in commenti, risate, video amatoriali e discussioni su chi “ha fatto più metri”, chi “poteva prenderlo se non aveva il problema al ginocchio” e chi giura che nonna Maria “andava più veloce di tutti”.
Una cosa è certa: ad Avezzano non servono supereroi, né droni, né tecnologie futuristiche. Basta un quartiere unito, due gambe buone e una nonna con una ciabatta che parla più chiaro di qualunque sirena.








