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Truffa agli anziani: anche i truffatori sono anziani e dimenticano cosa chiedere

AVEZZANO — Doveva essere la classica telefonata di truffa, con voce grave, tono urgente e richiesta di soldi “subito”.
Peccato che, dall’altra parte della linea, il piano si sia arenato dopo pochi minuti.

Secondo le prime ricostruzioni, i presunti truffatori — anche loro in età pensionabile — avrebbero iniziato il copione con decisione, per poi interrompersi a metà frase con un eloquente:
«Aspetti… che dovevamo chiedere?»

La conversazione sarebbe così degenerata in una lunga pausa, seguita da tentativi di recuperare il filo del discorso, controlli dell’agenda e un confronto su chi avesse chiamato chi.
A quel punto, la vittima designata — anch’essa anziana — avrebbe preso il controllo della situazione, chiedendo se fosse il caso di richiamarsi “con calma domani”.

La truffa non è mai partita davvero.
Nessun danno, nessun bottino, solo tre quarti d’ora di telefonata e la sensazione, condivisa da entrambe le parti, di essere stanchi.

Le indagini proseguono.
Appena tutti ricordano perché.

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