AVEZZANO – Doveva essere l’avvio dei lavori per la costruzione di un nuovo palazzo nel centro cittadino. È diventato invece un inatteso ritrovamento destinato a cambiare la narrazione storica locale.
Durante le operazioni di scavo per le fondamenta dell’edificio, a diversi metri di profondità, è emersa una monumentale statua in pietra raffigurante quello che gli studiosi hanno già ribattezzato Giannis Di Pangrazium, ritenuto il primo sindaco documentato dell’Avezzano settecentesca, datato 1738 d.C.
Il busto, alto oltre quattro metri, si presenta in condizioni sorprendenti: lineamenti netti, sguardo fermo, postura autorevole. Secondo i primi rilievi, l’opera sarebbe rimasta intatta grazie alla particolare composizione del terreno.
La Soprintendenza è intervenuta immediatamente per i rilievi stratigrafici. Le analisi preliminari collocherebbero l’opera nella prima metà del XVIII secolo. Colpisce la modernità dell’espressione”, spiegano gli esperti. “Nonostante l’epoca, il volto sembra già abituato alla gestione dei lavori pubblici.”
Alcuni operai hanno raccontato che, man mano che la statua veniva liberata dalla terra, l’impressione era quella di essere osservati con attenzione tecnica, quasi a voler verificare l’allineamento delle fondamenta.
C’è già chi propone di integrare il monumento nel progetto architettonico del nuovo palazzo, lasciandolo visibile nell’atrio principale “come simbolo di continuità amministrativa”.
Il nome Giannis Di Pangrazium è intanto tornato a circolare con insistenza nel dibattito cittadino, come figura di guida che – a quanto pare – affonda letteralmente le proprie radici nel sottosuolo avezzanese.
I lavori restano momentaneamente sospesi.
La storia, invece, è riemersa.








