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Elezioni Avezzano, Cesareo rompe gli schemi: “Le rotatorie? Da domani anche quadrate”.

AVEZZANO – Dopo anni di circolazione fluida ma emotivamente circolare, la campagna elettorale entra finalmente in una nuova fase: quella degli angoli. A rompere gli schemi – letteralmente – è il candidato Alessio Cesareo, che questa mattina ha presentato il suo innovativo piano urbanistico: “Le rotatorie? Da domani anche quadrate. Introdurremo anche gli angoli retti”.

Una dichiarazione che ha inizialmente spiazzato i cittadini, abituati da anni a girare attorno ai problemi con eleganza e traiettorie morbide, ma che, a ben vedere, nasconde una visione chiara: “Avezzano ha bisogno di decisioni. Basta girarci intorno”, avrebbe aggiunto Cesareo con una lucidità che, per molti, rappresenta già una novità nel panorama politico locale.

Il progetto, ancora in fase embrionale, prevede la trasformazione delle principali rotatorie cittadine in “snodi geometrici a quattro lati”, dove ogni direzione sarà definita, precisa e – soprattutto – inevitabile. “Chi entra saprà esattamente dove andare. O almeno dove non può più continuare a girare”, spiegano fonti vicine al candidato.

Ma al di là dell’aspetto tecnico, ciò che colpisce è il cambio di approccio comunicativo. Da sempre considerato riservato, Cesareo sembra aver trovato nella geometria un linguaggio perfetto: essenziale, diretto, privo di fronzoli. Niente slogan urlati, niente strette di mano forzate, ma una proposta concreta, quasi silenziosa, che però sta iniziando a farsi notare.

In molti, infatti, stanno rivalutando proprio questa sua caratteristica: “Almeno lui non ci gira intorno neanche quando parla”, commenta un cittadino in centro, mentre osserva incuriosito il rendering di una possibile rotatoria quadrata esposto su un tablet.

Nel frattempo, tra chi ironizza sugli “stop agli angoli” e chi già immagina automobilisti in crisi esistenziale davanti al primo spigolo, una cosa è certa: Cesareo è riuscito dove molti non erano arrivati. Far parlare di sé, senza alzare la voce.

E in una città dove tutto, da anni, ruota attorno alle stesse dinamiche, forse – per la prima volta – qualcuno ha davvero deciso di cambiare forma.

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