LUCO DEI MARSI – Doveva essere uno dei cani più affidabili dell’unità cinofila, addestrato a riconoscere qualsiasi sostanza stupefacente anche nelle condizioni più difficili. E invece, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbe stato proprio lui a gestire un piccolo ma ben organizzato giro di spaccio all’interno del canile comunale.
Il protagonista della vicenda è un pastore tedesco di 4 anni, impiegato fino a pochi giorni fa nelle operazioni antidroga sul territorio marsicano. Proprio durante un controllo di routine, però, qualcosa ha iniziato a non tornare: il cane segnalava positività praticamente ovunque, anche in assenza di riscontri concreti.
“Segnalava cucce, ciotole, giochi, perfino un sacco di crocchette chiuso”, raccontano gli operatori. “All’inizio pensavamo fosse particolarmente motivato. Poi abbiamo capito che forse sapeva già dove cercare”.
Le indagini, condotte con la massima discrezione, hanno portato alla scoperta di un presunto sistema di distribuzione interno alla struttura. Secondo gli inquirenti, il cane avrebbe nascosto piccole quantità di sostanza in vari punti del canile, rifornendo altri ospiti in cambio di biscotti e attenzioni.
Determinante sarebbe stato il ritrovamento di alcune “tracce sospette” nei pressi della cuccia personale dell’animale, insieme a un’insolita attività notturna documentata dalle telecamere di sorveglianza, in cui il cane si aggirava tra i box con fare circospetto.
Scattato immediatamente il fermo, l’animale è stato temporaneamente trasferito in una struttura protetta, in attesa di ulteriori accertamenti. Non è escluso il coinvolgimento di altri cani, al momento sentiti come persone informate sui fatti.
Dall’unità cinofila fanno sapere: “È un duro colpo, ma continueremo a lavorare per garantire la sicurezza. Anche quando arriva dall’interno”.
Intanto, nel canile, torna lentamente la normalità. Anche se, ammettono alcuni volontari, “da quando è stato portato via, qualcuno sembra un po’ troppo nervoso”.








