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Elezioni, Di Cintio chiarisce: “Dico quello che scappello, faccio tapioco come fosse antani”

AVEZZANO – Confusione, applausi e un leggero senso di smarrimento: è questo il clima che si respira dopo il primo comizio ufficiale di Sergio Di Cintio, candidato che in poche ore è riuscito nell’impresa di mettere d’accordo tutti senza che nessuno abbia realmente capito come.

«Dico quello che scappello, faccio tapioco come fosse antani», ha dichiarato con sicurezza davanti a una platea inizialmente perplessa, ma progressivamente conquistata da un linguaggio tanto enigmatico quanto, a detta di molti, “sinceramente coerente”.

In città, però, Di Cintio non è certo uno qualunque. Ingegnere stimato, volto noto e soprattutto figura che negli anni ha contribuito concretamente alla vita locale, senza mai entrare nei meccanismi della politica tradizionale. Ed è forse proprio questo il punto: mentre gli altri spiegano troppo, lui – semplicemente – fa.

«Non ho capito nulla, però è uno serio», commenta un cittadino all’uscita del comizio. «Quando dice “tapioco” si vede che ci crede», aggiunge un altro, annuendo con convinzione.

Secondo alcuni osservatori, la cosiddetta “linea della supercazzola operativa” potrebbe rappresentare una nuova frontiera della comunicazione politica: meno slogan vuoti, più frasi incomprensibili ma pronunciate con decisione.

Intanto, il candidato prosegue la sua campagna tra strette di mano, sorrisi e ulteriori chiarimenti, che però sembrano generare più consenso che comprensione.

E forse è proprio questo il segreto di Sergio Di Cintio: in un mondo politico dove tutti parlano troppo, lui riesce a dire tutto… senza dire niente. Ma facendolo, a quanto pare, anche piuttosto bene.

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