AVEZZANO – A poche ore dall’inaugurazione ufficiale della nuova ciclovia, realizzata lungo il tracciato della vecchia ferrovia, si registra il primo, curioso episodio di “resistenza al cambiamento” da parte di un gruppo di pensionati locali, da mesi affezionati spettatori del cantiere.
Secondo quanto ricostruito (e raccontato con una certa partecipazione emotiva dagli stessi protagonisti), un piccolo gruppo di anziani, visibilmente provati ma determinati, avrebbe tentato di smontare simbolicamente un tratto della pavimentazione “per riportare un po’ di normalità”.
“Non possiamo restare senza cantiere”, avrebbe dichiarato uno di loro, con la pala ancora in mano e lo sguardo perso verso un passato fatto di transenne, betoniere e aggiornamenti quotidiani sull’avanzamento lavori. “Era un appuntamento fisso. Venivamo qui tutte le mattine. Adesso cosa facciamo, guardiamo la ciclovia finita?”
La ciclovia, che verrà inaugurata nel pomeriggio, rappresenta per la città un importante intervento di riqualificazione urbana e mobilità sostenibile. Tuttavia, per una piccola ma rumorosa fascia della popolazione, la fine dei lavori sembra aver lasciato un vuoto difficile da colmare.
“Ci avevano abituati bene”, racconta un altro pensionato, indicando con nostalgia un tratto ormai perfettamente posato. “Ogni giorno qualcosa di diverso: oggi scavano, domani chiudono, dopodomani riaprono. Era meglio di una serie TV.”
Dal Comune, ovviamente, nessun allarme: la situazione è stata gestita con serenità e spirito leggero, ricordando come l’episodio sia da leggere in chiave puramente ironica. L’inaugurazione si terrà regolarmente come previsto.
Nel frattempo, il gruppo starebbe già valutando nuove possibili destinazioni dove “seguire i lavori”, con alcuni che avrebbero già segnalato un marciapiede in fase di rifacimento nella zona nord della città.
“Non è la stessa cosa”, ammettono. “Ma da qualche parte bisognerà pur ricominciare.”








