AVEZZANO – Nessuno lo avrebbe mai detto. Per anni è stato lì, dietro al bancone del Soho, a preparare gin tonic, sorridere ai clienti e annuire in silenzio davanti a chi chiedeva “uno con tanto ghiaccio ma senza ghiaccio”. Poi, all’improvviso, la rivelazione.
Anthony Mazzeo, storico barman del locale, ha infatti deciso di fare outing e presentarsi ufficialmente alla città come Anthony Ma-Tze-Hoo San, luminare giapponese del gin tonic, formatosi – a suo dire – tra Kyoto, Osaka e un corso online visto a velocità 1.25x.
«yo-Soyo e voY no sie-Te un ka-zoo», ha dichiarato con compostezza ai microfoni, mentre sistemava un lime con una precisione che alcuni testimoni hanno definito “leggermente superiore alla media avezzanese”.
La notizia ha inizialmente spiazzato la clientela abituale, che da anni lo conosce come “Antò, fammelo leggero che domani lavoro”. Eppure, col senno di poi, diversi indizi sembrano tornare:
il modo in cui osservava il ghiaccio prima di usarlo, il silenzio carico di giudizio quando qualcuno chiedeva lo zucchero nel gin tonic, e soprattutto quella pausa di tre secondi prima di servire, definita oggi dagli esperti “meditazione liquida”.
Dal canto suo, il diretto interessato non sembra intenzionato a ridimensionarsi:
«Io non preparo cocktail, io accompagno spiriti in viaggio», avrebbe detto a un cliente che chiedeva un gin lemon.
Nonostante l’improvvisa svolta internazionale, in città nessuno sembra avercela davvero con lui. Anzi. Tra una presa in giro e l’altra, tutti riconoscono ad Anthony – o meglio, Ma-Tze-Hoo San – una qualità rara: quella di saper fare davvero un buon gin tonic, anche quando il cliente non lo merita.
E mentre il Soho continua a riempirsi come ogni sera, lui resta lì, dietro al bancone, a mescolare con calma, osservando il mondo con lo sguardo di chi – forse – si sente davvero un gradino sopra.
O almeno, così dice lui.








