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Avezzano, Floris guida la sfilata dell’Inter ma sbaglia rotonda: ritrovati a Pescasseroli in ipotermia

AVEZZANO – Doveva essere una classica serata di festa, con clacson, bandiere e cori per celebrare lo scudetto dell’Inter, ma si è trasformata in una delle trasferte più inattese della stagione. Protagonista Armando Floris, noto esperto di comunicazione del territorio, molto conosciuto e apprezzato in città, che nella serata di ieri ha deciso di mettersi alla guida della sfilata nerazzurra partita dal centro di Avezzano.

Tutto è iniziato intorno alle 22:30 in Piazza Risorgimento, dove un primo gruppo di tifosi si è radunato per dare il via al tradizionale carosello. Floris, in testa al corteo con sciarpa e atteggiamento da leader naturale, ha impostato il percorso con sicurezza, seguito da una ventina di auto che hanno scelto di affidarsi completamente alla sua direzione.

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata una rotonda presa con eccessiva convinzione a determinare la svolta decisiva. Da quel momento, il corteo ha proseguito compatto, senza che nessuno ritenesse opportuno mettere in discussione la traiettoria.

“Sembrava tutto sotto controllo,” racconta uno dei partecipanti, “a un certo punto abbiamo iniziato a vedere più alberi del solito, ma pensavamo facesse parte del giro.”

Col passare dei chilometri, l’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a una crescente perplessità, accompagnata però da un forte spirito di gruppo che ha impedito qualsiasi tentativo di inversione. Alcuni testimoni riferiscono di cori proseguiti anche in zone prive di copertura urbana, con clacson che hanno risuonato tra i boschi senza particolari riscontri.

Il gruppo è stato infine individuato nelle prime ore del mattino nei pressi di Pescasseroli, visibilmente provato dalle temperature notturne ma ancora compatto. Le condizioni generali sono state descritte come “fredde ma dignitose”, con diversi partecipanti ancora avvolti nelle sciarpe nerazzurre, ormai irrigidite dal gelo.

Nonostante l’episodio, Floris ha mantenuto il suo consueto aplomb comunicativo, dichiarando che “l’importante era creare un’esperienza condivisa” e che “il percorso, in fondo, è sempre parte del messaggio”.

Gli esperti locali parlano già di un caso studio di leadership territoriale applicata alla mobilità spontanea, sottolineando come la fiducia del gruppo abbia prevalso su qualsiasi forma di orientamento geografico.

Nel frattempo, non si esclude una replica dell’evento, possibilmente con un navigatore attivo e un raggio d’azione leggermente più contenuto.

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