Mancano poche ore al voto e ad Avezzano torna puntuale uno dei grandi classici della democrazia italiana: la scheda elettorale trasformata in un banco di terza media.
Secondo indiscrezioni provenienti da veterani degli scrutini, anche quest’anno tra le schede annullate potrebbero ricomparire scritte immortali come “W la fregna”, “tanto non cambia niente”, “forza Lupo”, oltre a una quantità indefinita di cuori, firme artistiche e disegni anatomici realizzati con sorprendente precisione.
“Ogni elezione ha il suo Picasso”, racconta uno scrutinatore con lo sguardo perso nel vuoto. “Una volta trovammo persino una dichiarazione d’amore completa con tanto di numero di telefono”.
Tra le ipotesi più accreditate anche il ritorno del voto filosofico: schede lasciate completamente bianche accompagnate soltanto dalla scritta “boh”.
Nel frattempo i presidenti di seggio invitano i cittadini a utilizzare la matita copiativa esclusivamente per esprimere il voto, evitando poesie, sfoghi personali o messaggi destinati “alla bionda del seggio 3”.
Secondo alcuni esperti, il fenomeno rappresenterebbe ormai “una forma di folklore elettorale nazionale”, al pari della difficoltà nel richiudere correttamente la scheda e del cittadino che entra in cabina dicendo: “Scusate, ma dove si mette la X?”.








