AVEZZANO – C’è chi nega, chi ammette e chi, invece, decide di entrare direttamente nella storia delle giustificazioni più creative mai pronunciate durante un controllo stradale.
È successo ad Avezzano, dove un automobilista è stato fermato dagli agenti dopo essere stato visto con un iPhone appoggiato all’orecchio mentre era alla guida.
Alla classica domanda: “Sa perché l’abbiamo fermata?”, l’uomo avrebbe sfoderato una difesa destinata a lasciare il segno.
“Non ero al telefono… mi stavo solo grattando l’orecchio con l’iPhone.”
Per qualche secondo si sarebbe creato un silenzio quasi religioso. Il tempo necessario agli agenti per elaborare la frase e chiedersi se Apple avesse appena lanciato una nuova funzione sconosciuta ai più: Ear Scratch Pro Max.
Secondo indiscrezioni, l’automobilista avrebbe insistito spiegando che il bordo del telefono sarebbe “particolarmente efficace contro il prurito”, aggiungendo che avrebbe potuto utilizzare anche un Samsung, ma che “l’effetto non è lo stesso”.
La teoria, tuttavia, non avrebbe trovato grande consenso tra gli agenti, che hanno preferito affidarsi al Codice della strada piuttosto che alle proprietà dermatologiche degli smartphone.
La vicenda, nel frattempo, ha già conquistato il primo posto nella speciale classifica delle scuse più fantasiose dell’anno, subito davanti al celebre: “Stavo solo controllando se il semaforo fosse ancora rosso chiudendo gli occhi.”
Per gli esperti del settore resta ora un unico interrogativo: se il prurito fosse stato all’altro orecchio… avrebbe cambiato mano o avrebbe chiesto a Siri di grattarglielo?








