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Gastroenterite nella Marsica, individuato il paziente zero: «Pensavo fosse una scoreggia e ho continuato a servire panini»

Dopo giorni di analisi, campionamenti, ipotesi sull’acqua e cittadini che ormai guardano il rubinetto con lo stesso sospetto con cui si guarda un kebab alle quattro del mattino, sarebbe finalmente arrivata la svolta sul misterioso focolaio di gastroenterite che sta interessando la Marsica.

L’acqua, almeno nei primi controlli effettuati in alcuni comuni, sta risultando innocente. A Magliano de’ Marsi le analisi del CAM non hanno rilevato presenza di batteri e risultati negativi sono arrivati anche per le acque provenienti dalla sorgente di Verrecchie, a Tagliacozzo.

Per ore esperti, amministratori e cittadini si sono quindi posti la stessa domanda: se non è stata l’acqua, chi è stato?

Secondo fonti assolutamente inesistenti vicine a Marsica Today, la risposta sarebbe arrivata nella tarda serata di ieri.

È stato un paninaro.

L’uomo, immediatamente ribattezzato dagli investigatori “paziente zero”, avrebbe lavorato nei giorni scorsi presso uno stand gastronomico della zona quando, nel momento di maggiore affluenza, avrebbe avvertito un leggero movimento intestinale.

Convinto si trattasse di semplice aria, avrebbe deciso di non abbandonare la postazione.

«Pensavo fosse una scoreggia», avrebbe dichiarato agli investigatori, ancora profondamente provato dall’accaduto.

Purtroppo non lo era.

L’uomo avrebbe scoperto soltanto diversi panini dopo che la situazione era decisamente più grave del previsto.

A quel punto, però, la frittata era fatta. O meglio, i panini erano fatti. E pure consegnati.

Secondo la ricostruzione di Marsica Today, il paninaro avrebbe continuato imperterrito a prendere pane, salsicce, porchetta, tovaglioli e resto, servendo decine di clienti prima di concedersi quella pausa bagno che, con il senno di poi, sarebbe stato opportuno anticipare di almeno quaranta minuti.

Gli investigatori sarebbero riusciti a risalire all’uomo ricostruendo gli spostamenti dei contagiati: tutti, prima di accusare i primi sintomi, avrebbero pronunciato la stessa frase:

«Comunque quel panino era buonissimo.»

Decisiva anche la testimonianza di un cliente che avrebbe raccontato di aver visto il paninaro fermarsi improvvisamente, sbiancare in volto e rimanere immobile per alcuni secondi prima di mormorare:

«No. No no no.»

Poi avrebbe ripreso a servire.

Le autorità starebbero ora cercando di stabilire quanti panini siano stati preparati dopo il tragico errore di valutazione intestinale. Al momento si parla di numeri importanti, ma il conteggio è reso difficile dal fatto che molti clienti sarebbero ancora impossibilitati ad allontanarsi dal bagno.

Il CAM può dunque tirare un sospiro di sollievo: dopo essere finita sul banco degli imputati, l’acqua sembrerebbe avere almeno in alcune delle zone controllate ottimi argomenti per difendersi.

Il paninaro, molto meno.

L’uomo avrebbe comunque voluto rivolgere un messaggio alla popolazione marsicana:

«Chiedo scusa a tutti. E soprattutto ho imparato una cosa: dopo i quarant’anni non bisogna fidarsi più di niente.»

Precisazione per chi fosse già corso a buttare i panini

Questo articolo è satirico.

Il paninaro, il paziente zero, le dichiarazioni e l’intera ricostruzione raccontata sono completamente inventati a scopo umoristico. I casi di gastroenterite segnalati nella Marsica e le verifiche sull’acqua sono invece fatti reali e gli accertamenti sulle cause sono ancora materia delle autorità competenti.

Quindi mangiate tranquilli e, soprattutto, non accusate il paninaro della sagra sotto casa.

Lui non ha fatto un cazzo.

Almeno, per quanto ne sappiamo.

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