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Parroco scrive l’omelia con ChatGPT e per errore legge anche: «Vuoi che la renda più breve e coinvolgente?»

MARSICA – Qualche sospetto tra i fedeli era sorto già quando, durante l’omelia, il parroco aveva utilizzato espressioni come “in un mondo in continua evoluzione”, “è importante sottolineare” e soprattutto “in conclusione, possiamo affermare che”. Ma nessuno aveva ancora le prove.

La conferma sarebbe arrivata pochi minuti dopo.

Secondo quanto raccontato da alcuni presenti, il sacerdote avrebbe infatti deciso di affidarsi all’intelligenza artificiale per preparare l’omelia domenicale, probabilmente nella speranza di risparmiare tempo e dedicarsi alle attività pastorali più urgenti, come capire chi continua a lasciare 20 centesimi nel cestino delle offerte.

Tutto sarebbe filato liscio per circa sette minuti. Il parroco, smartphone discretamente appoggiato accanto al Vangelo, avrebbe letto una riflessione impeccabile sul perdono, sulla fratellanza e sull’importanza di ritrovare Dio nei piccoli gesti quotidiani.

Poi, senza cambiare tono, avrebbe concluso:

«Vuoi che la renda più breve e coinvolgente?»

Silenzio in chiesa.

Una signora in prima fila avrebbe immediatamente alzato lo sguardo. Un’altra avrebbe smesso di recitare il rosario. Un uomo in fondo alla navata, fino a quel momento addormentato, avrebbe aperto gli occhi proprio nel momento peggiore.

Il parroco, accortosi dell’errore, avrebbe tentato di recuperare spiegando che si trattava di «una domanda che il Signore rivolge a ciascuno di noi», ma la giustificazione non avrebbe convinto completamente i presenti.

I sospetti sarebbero aumentati poco dopo, quando alla frase «andate in pace» il sacerdote avrebbe aggiunto:

«Se vuoi, posso prepararti anche una versione più informale adatta ai giovani.»

Al termine della celebrazione alcuni fedeli avrebbero comunque espresso apprezzamento per l’omelia, giudicata «molto bella, anche se un po’ generica».

La diocesi, al momento, non avrebbe aperto alcuna indagine. ChatGPT invece si sarebbe già reso disponibile a preparare una versione della vicenda più breve, più ironica e adatta a un post Facebook.

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