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Avezzano, primo giorno di scuola: rissa tra mamme. «ce l’ho più grosso io!»

Avezzano – Il nuovo anno scolastico è cominciato questa mattina all’insegna dell’accoglienza, della condivisione e di una violenta discussione tra due mamme per stabilire chi avesse il SUV più grosso.

La lite sarebbe scoppiata pochi minuti prima del suono della campanella, quando una delle due donne avrebbe parcheggiato il proprio fuoristrada davanti all’ingresso della scuola, occupando contemporaneamente due posti auto, metà marciapiede e una piccola porzione della provincia dell’Aquila.

«Carino», avrebbe commentato l’altra madre scendendo dal suo SUV, leggermente più grande di un appartamento in centro. Una frase apparentemente innocua, ma pronunciata con lo stesso tono con cui si dice “carino” davanti a un vestito che non si indosserebbe neanche durante un incendio.

La situazione è degenerata quando entrambe hanno iniziato a elencare le caratteristiche dei rispettivi mezzi: altezza da terra, cilindrata, numero di telecamere e quantità di bambini completamente invisibili durante la retromarcia.

Alcune mamme, arrivate con normali utilitarie, hanno assistito alla scena in silenzio, nascondendo per la vergogna le proprie automobili dietro uno zaino di prima elementare.

Per decretare la vincitrice sono intervenuti i bambini, che hanno utilizzato righelli, squadre e il materiale scolastico acquistato il giorno prima. La misurazione è stata però annullata dopo una lunga discussione sulla possibilità di conteggiare anche gli specchietti laterali.

La rissa si è conclusa senza un risultato definitivo. A vincere moralmente è stato lo scuolabus, arrivato pochi minuti dopo con dimensioni nettamente superiori, trentotto posti a sedere e l’unico valido motivo per essere così grande.

Le lezioni sono poi cominciate regolarmente. In alcune classi, per restare in tema, le maestre hanno anticipato lo studio dei comparativi: grande, più grande, quello di mamma.

Le due donne sono state infine inserite nel gruppo WhatsApp dei genitori, dove hanno promesso di chiarirsi civilmente attraverso centosettantadue messaggi e undici vocali da nove minuti ciascuno.

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